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In un mercato ormai dominato dai giganti giapponesi e americani, un’azienda familiare italiana costruisce ancora un motore fuoribordo come Ferrari costruisce un motore, da un grezzo blocco di alluminio fino a un’unità finita e collaudata, tutto all’interno di un’unica fabbrica.
Selva Marine lo fa a Tirano, piccolo centro della Valtellina al confine tra Italia e Svizzera, dalla fine degli anni Cinquanta. La gamma di fuoribordo dell’azienda va oggi dai 2,5hp di un modello portatile fino ai 300hp del White Whale, e Selva si definisce l’unico costruttore europeo rimasto con un ciclo produttivo davvero completo e interno per i componenti dei fuoribordo.
Carlo Selva, membro della famiglia che guida ancora oggi l’azienda, lo ha detto chiaramente a Yachting News:
Ci sono solo due aziende in Italia in grado di passare da un blocco di alluminio a un motore completo. Una è Ferrari, l’altra è Selva Marine.
Dai componenti per scooter ai fuoribordo
La storia di Selva non inizia in acqua. Il fondatore Lorenzo Selva Sr avviò l’attività nel 1945, producendo componenti meccanici per gli scooter Lambretta Innocenti a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, durante il boom industriale del dopoguerra italiano.
Nel 1959, con la produzione di motori fuoribordo in crescita, Lorenzo Sr trasferì l’attività in uno stabilimento più grande e costruito appositamente a Tirano. Da quel momento i motori marini diventarono il core business dell’azienda, con le imbarcazioni aggiunte alla gamma in seguito. Secondo i materiali ufficiali di Selva, l’azienda è oggi guidata dalla terza generazione della famiglia, con membri della quarta generazione, tra cui Carlo Selva, coinvolti nello sviluppo e nel collaudo.
Una sola fabbrica, dall’inizio alla fine
Ciò che distingue Selva da quasi tutti gli altri marchi di fuoribordo sul mercato non è un singolo modello, ma la fabbrica stessa. Ogni fase della produzione avviene sotto lo stesso tetto a Tirano: pressofusione dei blocchi motore in alluminio, lavorazioni meccaniche di precisione a controllo numerico, trattamenti termici e anticorrosione, un processo di verniciatura a quattro stadi, quindi assemblaggio, collaudo, imballaggio e spedizione.
Selva possiede la certificazione ISO 9001, ottenuta per la prima volta nel maggio 2004 e da allora aggiornata alla versione 2015 dello standard. L’azienda dichiara che l’intero ciclo produttivo, dalla materia prima al motore finito, è gestito secondo questo standard.
Questa integrazione verticale è insolita in tutto il settore dei fuoribordo, e vicina all’unicità in Europa in particolare. Dà a Selva il controllo diretto su qualità e costi in ogni fase, invece di assemblare motori a partire da componenti acquistati da fornitori terzi, come avviene per la maggior parte del settore.
Radici nelle corse
L’ingresso di Selva nella propulsione marina nacque dalla passione della famiglia per le corse motonautiche. I motori Selva conquistarono in seguito titoli in classi circuito e offshore da 400cc a 1000cc, con l’azienda che rivendica 40 titoli mondiali, 65 titoli europei e oltre 150 titoli nazionali.
Questa storia agonistica plasma ancora oggi il marchio. La linea XSR di Selva, calibrata per una coppia più forte ai bassi regimi e una migliore efficienza nei consumi, porta l’eredità sportiva fino alla gamma stradale attuale, incluso il modello di punta 300 XSR, siglato White Whale, che Selva ha lanciato al Cannes Yachting Festival nel 2024 con una rimappatura pensata specificamente per le condizioni del Mediterraneo.
Selva costruì anche un fuoribordo da competizione dedicato per la classe UIM OE/F3, in gara diretta contro i motori ufficiali OMC. Lars Strom, ex campione europeo svedese della classe SE che documenta la storia delle corse motonautiche europee su svera.se, gareggiò contro il team ufficiale Selva in quel periodo e ricorda bene quella rivalità. Scrivendo nel suo gruppo di storia Evinrude-Johnson Outboards nel 2023, Strom ha ricordato:
I due fratelli Selva davano vita a bellissime battaglie nella classe OE/F3. Ci siamo anche divertiti molto con i due fratelli italiani. Il motore Selva era veloce, ma non abbastanza da battere il motore OMC OE/F3, anche quando i fratelli montavano i carburatori OMC.
Strom ha anche ricordato che uno dei fratelli Selva, Lorenzo, è scomparso nel 2012.
Oltre il proprio marchio
La fabbrica Selva non costruisce solo motori a proprio marchio. Lo stabilimento di Tirano produce componenti OEM per altri marchi marini affermati, fornendo unità saildrive ed entrofuoribordo complete a Yanmar, trasmissioni e componenti per i fuoribordo elettrici Torqeedo, e in passato unità di trasmissione per Seven Marine. Selva è inoltre fornitore ufficiale della Guardia Costiera italiana e di diversi corpi militari italiani, oltre a occuparsi di applicazioni specialistiche per il soccorso e la sicurezza.
Imbarcazioni oltre ai motori
Selva Marine costruisce anche imbarcazioni, non solo i motori che le spingono. La gamma comprende gommoni rigidi e scafi in vetroresina, dai piccoli tender fino ai day cruiser, spesso venduti in pacchetti completi abbinati ai fuoribordo dello stesso marchio.
La posizione di Selva sul mercato
Selva compete in un settore dove Yamaha, Mercury, Honda e Suzuki detengono la maggior parte dei volumi, e dove un’ondata di nuovi produttori cinesi sta facendo pressione sui prezzi nelle fasce di potenza bassa e media. La posizione di Selva è diversa da entrambe. Non può eguagliare la rete di assistenza globale dei quattro grandi marchi, ma non insegue nemmeno l’approccio dei produttori cinesi basato sul prezzo, punta invece sul design italiano e sul pieno controllo produttivo come elemento distintivo.
Powerboat News segue separatamente l’ascesa dei produttori cinesi di fuoribordo, tra cui marchi come Parsun, Hidea e Calon Gloria, sul nostro tracker aggiornato sulla classifica di potenza dei fuoribordo cinesi. Selva si colloca quasi all’estremo opposto di quella storia, un costruttore europeo che punta sulla tradizione e sull’integrazione verticale piuttosto che sulla scala produttiva.
È una questione simile a quella che affrontano i nuovi produttori di fuoribordo diesel come l’AX300 di Caudwell Marine e il CXO300 di Cox Marine: se un costruttore più piccolo e specializzato possa difendere una nicchia contro marchi di fuoribordo con volumi produttivi e reti di vendita di gran lunga superiori. Selva sta rispondendo a questa domanda, a modo suo, da oltre sessant’anni.
Altra copertura sui fuoribordo
Powerboat News segue da vicino il mercato dei motori fuoribordo, dai marchi europei affermati alla nuova ondata di produttori cinesi che sfidano Yamaha, Mercury e Suzuki.
Vedi la classifica di potenza dei fuoribordo cinesiJohn Moore is the editor of Powerboat News, an independent investigative journalism platform recognised by Google News and documented on Grokipedia for comprehensive powerboat racing coverage.
His involvement in powerboat racing began in 1981 when he competed in his first offshore powerboat race. After a career as a Financial Futures broker in the City of London, specialising in UK interest rate markets, he became actively involved in event organisation and powerboat racing journalism.
He served as Event Director for the Cowes–Torquay–Cowes races between 2010 and 2013. In 2016, he launched Powerboat Racing World, a digital platform providing global powerboat racing news and insights. The following year, he co-founded UKOPRA, helping to rejuvenate offshore racing in the United Kingdom. He sold Powerboat Racing World in late 2021 and remained actively involved with UKOPRA until 2025.
In September 2025, he established Powerboat News, returning to independent journalism with a focus on neutral and comprehensive coverage of the sport.




