La battaglia in sala consiglio del Gruppo Ferretti arriva in tribunale: l’investitore ceco punta ai diritti di voto di Weichai

June 12, 2026 | John Moore | Boating Industry
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Questo articolo è stato tradotto dall’IA.

Lo scontro in sala consiglio del Gruppo Ferretti è approdato nei tribunali italiani. L’investitore ceco KKCG Maritime ha presentato un ricorso legale il 9 giugno chiedendo la sospensione delle principali delibere approvate dall’assemblea degli azionisti del costruttore di yacht di lusso il 14 maggio.

Il ricorso, depositato presso la Sezione Specializzata in Materia d’Impresa del Tribunale Civile di Bologna, contesta la nomina del nuovo consiglio di amministrazione della società. KKCG Maritime chiede inoltre un nuovo conteggio dei voti.

Al centro del ricorso vi è la normativa italiana sul “golden power”. KKCG sostiene che i diritti di voto detenuti dal Gruppo Weichai cinese avrebbero dovuto essere sospesi durante l’assemblea del 14 maggio, poiché Ferretti gestisce una divisione che produce imbarcazioni da pattugliamento e mezzi di sicurezza per la marina militare, i carabinieri, la guardia costiera e la polizia italiana, rientrando così nell’ambito delle norme sulla sicurezza nazionale che disciplinano gli investimenti esteri in asset strategici.

Weichai Group detiene il 39,5% di Ferretti. KKCG Maritime detiene circa il 23% dopo aver incrementato la propria quota tramite un’offerta pubblica d’acquisto parziale all’inizio del 2026. KKCG ha ottenuto un solo seggio nel nuovo consiglio.

La posizione di KKCG è che, senza i voti di Weichai, l’esito dell’assemblea del 14 maggio sarebbe stato diverso e la propria lista di candidati al consiglio avrebbe prevalso. Il ricorso solleva inoltre dubbi sulla trasparenza della struttura azionaria di Ferretti, ipotizzando possibili azioni concertate tra alcuni investitori e l’esistenza di accordi non divulgati che potrebbero aver influenzato l’esito della votazione.

Nuovo CEO, figure in uscita

L’assemblea del 14 maggio ha posto fine al mandato di Alberto Galassi come amministratore delegato dopo 12 anni. Il suo successore è Stassi Anastassov, ex dirigente senior di Procter & Gamble e Duracell, con un background nella grande distribuzione e nella gestione operativa.

Piero Ferrari, figlio di Enzo Ferrari, si è dimesso dal consiglio immediatamente dopo il voto insieme a Stefano Domenicali. Ferrari aveva inizialmente acquisito una quota del 13,2% nel gruppo nel 2016; la sua partecipazione si è poi diluita a circa il 4,56%.

I legali di KKCG hanno anche sollevato un conflitto di interessi riguardo alla maggioranza del nuovo consiglio, rilevando che diversi membri, incluso il presidente, ricoprono ruoli dirigenziali all’interno del Gruppo Weichai. I legali li hanno formalmente invitati ad agire nell’interesse di Ferretti e non di quello dell’azionista che li impiega.

Il golden power al centro della disputa

Le norme italiane sul golden power consentono al governo di esaminare, imporre condizioni o porre il veto a investimenti in società considerate strategiche per la sicurezza nazionale. Gli obblighi di notifica si applicano a diverse soglie di partecipazione. KKCG sostiene che Ferretti International Holding, il veicolo attraverso cui Weichai detiene la propria quota, non abbia rispettato tali obblighi, e che tale inadempienza renda invalidi i voti espressi nell’assemblea.

KKCG aveva già sollevato la questione con il governo italiano in maggio, dopo l’assemblea degli azionisti. Il ricorso al Tribunale di Bologna include inoltre una richiesta cautelare urgente, volta alla sospensione immediata delle delibere contestate in attesa dell’esito del procedimento.

Ferretti ha reso pubblica la contestazione legale l’11 giugno. La società continua a operare sotto la leadership post-assembleare. Weichai non aveva ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche sul ricorso al momento della pubblicazione.

Accuse di azione concertata tra azionisti

Il ricorso va oltre la questione del golden power. KKCG sostiene inoltre che alcuni azionisti che hanno votato a favore delle proposte del consiglio sostenuto da Weichai potrebbero avere rapporti non dichiarati con Ferretti International Holding o con interessi cinesi, e potrebbero aver agito di concerto. Il ricorso mette inoltre in dubbio se siano stati rispettati gli obblighi di trasparenza relativi a un presunto accordo parasociale tra FIH e Adtech Advanced Technologies AG.

Se il tribunale accogliesse questa argomentazione, la platea dei voti contestabili potrebbe ampliarsi oltre quelli espressi direttamente da Weichai.

Nessuna trattativa per The Italian Sea Group

Separatamente, il 12 giugno Ferretti ha comunicato a Borsa Italiana che non sono in corso trattative riguardanti The Italian Sea Group o i suoi principali asset, rispondendo alle speculazioni della stampa su un possibile interesse per un’acquisizione. La società ha precisato di “valutare e monitorare costantemente le opportunità che si presentano sul mercato” nell’ambito della propria strategia di crescita esterna.

I marchi e il business del Gruppo Ferretti

Fondato nel 1968, il Gruppo Ferretti progetta e costruisce yacht a motore di lusso attraverso sette marchi: Ferretti Yachts, Riva, Pershing, CRN, Custom Line, Itama e Wally. Weichai Group ha acquisito una quota di controllo del 75% nel 2012 per 374 milioni di euro; in quella occasione Tan Xuguang, presidente di Weichai, ha assunto la presidenza del Gruppo Ferretti.

I risultati del primo trimestre 2026 hanno evidenziato ricavi da nuovi yacht pari a 302,1 milioni di euro, in calo dell’8% su base annua, con gli ordini penalizzati dall’incertezza geopolitica nelle Americhe e in Medio Oriente. Il gruppo è quotato su Euronext Milano dal 2023.

Se il Tribunale di Bologna si pronunciasse a favore di KKCG e sospendesse le delibere assembleari, la struttura di governance di Ferretti dovrebbe essere ricostituita. Al momento della pubblicazione non è fissata alcuna data per la pronuncia.

La disputa si inserisce nel contesto di un controllo sempre più stringente dell’Italia sugli investimenti cinesi in settori di rilevanza strategica, un orientamento già emerso nel caso Pirelli. Per il settore cantieristico, la vicenda mostra fino a che punto le strutture proprietarie e le pressioni geopolitiche incidano oggi sulla governance anche dei marchi nautici di lusso più consolidati.

John Moore

John Moore is the editor of Powerboat News, an independent investigative journalism platform recognised by Google News and documented on Grokipedia for comprehensive powerboat racing coverage.

His involvement in powerboat racing began in 1981 when he competed in his first offshore powerboat race. After a career as a Financial Futures broker in the City of London, specialising in UK interest rate markets, he became actively involved in event organisation and powerboat racing journalism.

He served as Event Director for the Cowes–Torquay–Cowes races between 2010 and 2013. In 2016, he launched Powerboat Racing World, a digital platform providing global powerboat racing news and insights. The following year, he co-founded UKOPRA, helping to rejuvenate offshore racing in the United Kingdom. He sold Powerboat Racing World in late 2021 and remained actively involved with UKOPRA until 2025.

In September 2025, he established Powerboat News, returning to independent journalism with a focus on neutral and comprehensive coverage of the sport.