Da Guido a Giacomo: Il Secolo della Famiglia Abbate sull’Acqua

September 6, 2026 | John Moore | Italiano
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Questo articolo è stato tradotto dall’IA.

Tullio Abbate e Giacomo Sacchi si sono schierati insieme sulla griglia di partenza del Campionato del Mondo UIM F2 a San Nazzaro quest’anno, zio e nipote, correndo sotto lo stesso nome di famiglia portato avanti sul Lago di Como da oltre un secolo. Nessuno dei due risultati ha deciso un campionato. Ma insieme portano avanti una storia iniziata con il figlio di un maestro d’ascia su un piccolo lago in Lombardia, molto prima che nascessero entrambi.

Guido Abbate
n. 6 agosto 1913, Garzeno – m. 1 maggio 1988
sp. Paola Zanotta
Tullio Abbate
n. 14 luglio 1944, Tremezzo – m. 9 aprile 2020
Carlo “Chicco” Abbate
n. 3 agosto 1945 – m. 30 novembre 2025
sp. Albertina
Bruno Abbate
n. 26 luglio 1951 – m. luglio 2008
Tullio Abbate Jr
Corre in UIM F2 • guida il cantiere di famiglia
Monica Abbate
Paola Abbate
Cristina Abbate
sp. Alberto Sacchi • Champion Marine, Monaco
Giacomo Sacchi
Corre in UIM F2
Lucia Abbate
Simone Abbate
Gestisce il cantiere di Portezza con la madre Albertina
Guidino Abbate
n. 1974 – m. gennaio 1995
Marco Abbate
Gestisce il cantiere di Olbia, Sardegna

Il fondatore

Paola Abbate con in braccio il figlio Tullio da bambino, anni '40
Paola Abbate con il figlio Tullio, anni ’40. Foto per gentile concessione di Monica Abbate

Guido Abbate nacque il 6 agosto 1913 a Garzeno, sopra il Lago di Como. Divenne uno dei pionieri del motonautismo italiano, un maestro d’ascia che montava motori su scafi a fondo piatto e contribuì a inventare lo scafo idroplano a tre punti d’appoggio. Nel 1946, subito dopo la guerra, la Federazione Italiana Motonautica gli conferì la sua prima medaglia d’oro, per Pamblo, il suo prototipo di motoscafo veloce azionato da un’elica di superficie.

Il cantiere di Guido a Tremezzo, sulla sponda dove il lago si divide, divenne un luogo d’incontro per i primi grandi nomi dello sport. Ingegneri come Giulio Alfieri, che in seguito avrebbe guidato la Maserati, e il campione di motonautica Mario Verga erano visitatori abituali nei primi anni ’50. Verga stabilì un record mondiale di velocità sull’acqua nel 1953 a bordo di uno scafo Abbate, spinto dallo stesso motore dell’Alfa Romeo di Formula 1 di Juan Manuel Fangio.

Guido sposò Paola Zanotta. Ebbero tre figli: Tullio, Carlo, conosciuto da tutti come Chicco, e Bruno. Guido morì il 1° maggio 1988. Trent’anni dopo, esattamente lo stesso giorno, il paese di Portezza gli dedicò una piccola piazza.

Tullio: il pilota diventato costruttore

Tullio Abbate con il co-pilota Silvano sulla loro imbarcazione da gara
Tullio Abbate con il co-pilota Silvano. Foto per gentile concessione di Monica Abbate

Tullio Abbate, il primogenito, nacque il 14 luglio 1944 a Tremezzo. Correva già a sedici anni, vincendo il Campionato Europeo a Cannes nel 1960 come co-pilota. Tre anni dopo costruì e condusse la propria imbarcazione alla vittoria nella Centomiglia del Lario, a diciannove anni, con il numero 5 che sarebbe diventato il suo emblema per tutta la vita. Il trofeo d’argento della gara, sormontato da un’elica di bronzo, poteva essere conquistato definitivamente solo da un pilota capace di vincerla tre volte. Tullio alla fine ci riuscì.

Suo padre non voleva sentir parlare di costruzioni in vetroresina. Tullio andò avanti comunque, staccandosi nel 1969 per costruire da solo imbarcazioni in GRP. Quando Guido andò in pensione nel 1975, Tullio rilevò anche il cantiere di famiglia e lo ampliò notevolmente, arrivando a consegnare fino a 250 imbarcazioni all’anno a metà degli anni ’80.

La serie Sea Star, lanciata nel 1979, divenne il suo design distintivo, ristilizzato più volte nel corso dei decenni pur mantenendo le linee di base. La sua lista di clienti sembrava un chi è chi dell’epoca: Ayrton Senna, per cui Abbate costruì la Senna 42 dopo che i due si conobbero al Gran Premio di Monaco; Gilles Villeneuve; Bernie Ecclestone; Niki Lauda; Björn Borg; Jacky Ickx.


Tullio Abbate al tavolo dei trofei con la coppa della Centomiglia del Lario
Tullio Abbate con il trofeo della Centomiglia del Lario. Foto per gentile concessione di Monica Abbate

Il campione del mondo di Formula 1 Alain Prost commissionò un Abbate Offshore Model 36, battezzandolo Mister Nicolas in onore del figlio. L’imbarcazione fu poi prestata a un produttore cinematografico e utilizzata da Jean-Paul Belmondo per uno stunt elicottero-barca nel film del 1983 Le Marginal.

Nel 1986 Tullio fondò la Champion Marine SAM a Monaco insieme a Stefano Casiraghi, concessionario esclusivo Abbate per il Principato e la Costa Azzurra. Parallelamente, corse in Offshore Class 1 al fianco di Jacky Ickx e Matteo de Nora. Sua figlia Cristina Abbate e il marito Alberto Sacchi rilevarono la Champion Marine nel 1995.

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Tullio continuò a correre parallelamente alla propria carriera di costruttore, vincendo oltre 250 gare e stabilendo un ultimo record mondiale nel 1997 con una media di oltre 223 km/h. Fu insignito della più alta onorificenza sportiva italiana insieme a Theo Rossi di Montelera e Fabio Buzzi.

Tullio Abbate:

“Con il suono delle mie barche, sono riuscito a incantare Herbert von Karajan così come Diego Maradona.”
Uno scafo Tullio Abbate in gara in Class 1, anni '80

Tullio Abbate morì il 9 aprile 2020 a Milano, all’età di 75 anni, dopo aver contratto il COVID-19. Ebbe cinque figli: Monica, Cristina, Paola, Lucia e Tullio Jr.

Chicco: il silenzioso

Carlo Abbate, sempre chiamato Chicco, nacque il 3 agosto 1945. Da giovane corse un po’, seguendo i fratelli, ma si rese presto conto che non faceva per lui. Quando Guido morì nel 1988, Chicco rilevò lo storico cantiere di Portezza e lo mantenne attivo come attività di rimessaggio e manutenzione imbarcazioni.

Lavorò al fianco di Bruno nella costruzione del cantiere di Grandola ed Uniti e della linea Primatist, con il contributo progettuale di Pininfarina. Il nipote Tullio Jr lo avrebbe poi descritto come la presenza moderatrice della famiglia.

Tullio Abbate Jr:

“Zio Chicco era davvero il saggio della dinastia.”

Chicco sposò Albertina. Il figlio Simone gestisce oggi il cantiere di Portezza insieme alla madre. Chicco morì il 30 novembre 2025, all’età di 80 anni, ultimo dei tre figli di Guido.

Bruno: di nuovo in gara, poi un lutto familiare

Bruno Abbate, il più giovane, nacque il 26 luglio 1951. Crebbe lavorando nei cantieri di famiglia e, nel 1973, iniziò a correre in proprio, vincendo quello stesso anno il titolo europeo Sports Class entrobordo 500cc. Quando il cantiere del padre passò a lui, lanciò la propria gamma, Primatist, nel 1977.

La sua carriera agonistica raggiunse l’apice nel 1987, quando vinse i campionati europeo, italiano e mediterraneo di Class 1 Offshore con Gancia dei Gancia, un monoscafo costruito da CUV e spinto da tre motori diesel Isotta Fraschini, su un progetto disegnato dallo stesso Bruno, insieme ai co-piloti Lamberto Gancia e Tony Gumbiner. L’imbarcazione era raramente la più veloce della flotta, e il titolo si decise solo all’ultima prova a Guernsey, quando la squalifica di un equipaggio rivale diede alla squadra di Bruno punti sufficienti per conquistarlo.

Bruno Abbate:

“Già nel 1947 mio padre usava eliche di superficie simili a quelle che usiamo noi, di cui tutti ridevano e che poi tutti copiarono.”

Si sposò ed ebbe due figli, Guidino e Marco.

La squadra Gancia dei Gancia in trasferta

Nel gennaio 1995, Guidino Abbate, giovane e promettente pilota di motonautica, morì in un incidente stradale vicino al ponte di Argegno, all’età di 20 anni. Con lui morì anche Massimo Bordoli, 24 anni. Bruno fondò lo Special Team in memoria del figlio, e la linea Primatist “G”, lanciata più tardi quello stesso anno, fu battezzata in suo onore.

Le amicizie di Bruno andavano ben oltre il mondo della motonautica: il cantante e scrittore Giorgio Faletti, e il campione del mondo F1 Guido Cappellini, che da allora corre con il numero 74, l’anno di nascita di Guidino, in suo omaggio. L’attore Jerry Calà fu più di un amico, affiancando Bruno come co-pilota a bordo del Primatist 46 nella Venezia-Montecarlo. Bruno sostenne la Fondazione La Rosa Blu Onlus, un’associazione benefica per persone con gravi disabilità vicino a Grandola ed Uniti, che ha intitolato una palestra alla memoria di Guidino. Bruno Abbate morì nel luglio 2008, a Milano. Il figlio Marco rilevò Primatist e oggi gestisce il cantiere di famiglia a Olbia, in Sardegna.

La livrea Gancia dei Gancia

Due generazioni dopo, ancora in gara insieme

Oggi il figlio di Tullio Abbate, anche lui di nome Tullio, guida il cantiere di famiglia a Schignano e corre in UIM F2 per il Team Autovision. È a sua volta due volte Campione del Mondo UIM Endurance, con titoli vinti nel 2010 e nel 2019, quest’ultimo grazie alla vittoria alle 24 Heures Motonautiques de Rouen.

Tullio Abbate, UIM F2, Viverone 2026
Tullio Abbate, UIM F2, Viverone 2026. Photo: Chris Davies / PowerboatPix.com

Il nipote, Giacomo Sacchi, figlio di Cristina Abbate e Alberto Sacchi, corre nello stesso campionato con licenza monegasca, dopo essere entrato nell’azienda di famiglia, la Champion Marine, nel 2022.

Giacomo Sacchi, UIM F2, San Nazzaro 2026
Giacomo Sacchi, UIM F2, San Nazzaro 2026. Photo: Diego Crotti

Tullio Abbate Jr:

“È una barca fatta su misura per un cliente molto speciale, andrà sulla Costa Brava.”

Erano le parole di Tullio Jr sulla Miss Villa d’Este, varata l’anno scorso come evoluzione moderna della Villa d’Este Special del 2011 costruita dal padre. Nel giugno di quest’anno, a San Nazzaro, zio e nipote sono scesi insieme sullo stesso specchio d’acqua nel Campionato del Mondo UIM F2, una famiglia che costruisce e corre in barca da prima ancora che nascessero i loro nonni.

John Moore

John Moore is the editor of Powerboat News, an independent investigative journalism platform recognised by Google News and documented on Grokipedia for comprehensive powerboat racing coverage.

His involvement in powerboat racing began in 1981 when he competed in his first offshore powerboat race. After a career as a Financial Futures broker in the City of London, specialising in UK interest rate markets, he became actively involved in event organisation and powerboat racing journalism.

He served as Event Director for the Cowes–Torquay–Cowes races between 2010 and 2013. In 2016, he launched Powerboat Racing World, a digital platform providing global powerboat racing news and insights. The following year, he co-founded UKOPRA, helping to rejuvenate offshore racing in the United Kingdom. He sold Powerboat Racing World in late 2021 and remained actively involved with UKOPRA until 2025.

In September 2025, he established Powerboat News, returning to independent journalism with a focus on neutral and comprehensive coverage of the sport.